Una guerra nella guerra: la violenza etnica nel sud Sudan dopo il 1991
DescrizioneIl Sudan è un terreno di riproduzione di patologie sociali comuni a molti dei più intrattabili conflitti regionali e settari. Il Sudan è stato in guerra con se stesso per 34 degli ultimi 45 anni, e il suo conflitto senza fine di solito viene spiegato come uno scontro tra una maggioranza della popolazione nel nord, che identifica se stessa come “araba” o “musulmana”, e una popolazione politicamente marginalizzata nel sud, che si identifica come “nero africana” e, in maniera crescente, come “cristiana”. Pur essendoci una certa verità in questo punto di vista, la guerra è alimentata anche da potenti forze economiche. Tra le più importanti di queste vi sono gli interessi regionali e internazionali in competizione per (1) le ricchezze petrolifere del sud, in particolare per quelle localizzate nelle regioni nuer del Western Upper Nile; (2) gli abbondanti giacimenti d'oro dell'Equatoria; e (3) le strategicamente importanti sorgenti del Nilo Bianco. A tutto ciò bisogna aggiungere le speculazioni di migliaia di politici, militari, operatori degli aiuti, commercianti, gangster e “signori della guerra”, che hanno trasformato gradualmente la guerra in Sudan in un'industria che si autoriproduce.1 |
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